18 ottobre: Giornata Europea contro la Tratta di Esseri Umani

18 ottobre: Giornata Europea contro la Tratta di Esseri Umani

18 ottobre: Giornata Europea contro la Tratta di Esseri Umani

Nel 2006 la Commissione Europea ha istituito la Giornata Europea contro la Tratta di esseri umani al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su di un crimine tanto odioso quanto difficile da intercettare.

Oggi, 18 ottobre, ricorre la quattordicesima Giornata Europea ed è l’occasione per riflettere su di un fenomeno che interessa quasi un milione di persone nel continente europeo e che rappresenta per le organizzazioni criminali transnazionali il secondo business subito dopo il narcotraffico.

La tratta è un fenomeno subdolo che agisce nell’ombra e mina la società nelle sue fondamenta; è un business che si colloca al terzo posto dopo il traffico di armi e droga.

Le vittime di tratta hanno molti volti, sono le persone costrette a prostituirsi sulle strade e non solo, sono i minori reclutati a scopo di sfruttamento sessuale, impiegati nelle attività criminali forzate o un fenomeno così insidioso non si sconfigge senza il contributo di tutti.

Da FRATELLI TUTTI n. 24

24. Riconosciamo ugualmente che, «malgrado la comunità internazionale abbia adottato numerosi accordi al fine di porre un termine alla schiavitù in tutte le sue forme e avviato diverse strategie per combattere questo fenomeno, ancora oggi milioni di persone – bambini, uomini e donne di ogni età – vengono private della libertà e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quelle della schiavitù. […] Oggi come ieri, alla radice della schiavitù si trova una concezione della persona umana che ammette la possibilità di trattarla come un oggetto. […] La persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio, con la forza, l’inganno o la costrizione fisica o psicologica viene privata della libertà, mercificata, ridotta a proprietà di qualcuno; viene trattata come un mezzo e non come un fine». Le reti criminali «utilizzano abilmente le moderne tecnologie informatiche per adescare giovani e giovanissimi in ogni parte del mondo».[21] L’aberrazione non ha limiti quando si assoggettano donne, poi forzate ad abortire. Un atto abominevole che arriva addirittura al sequestro delle persone allo scopo di vendere i loro organi. Tutto ciò fa sì che la tratta di persone e altre forme di schiavitù diventino un problema mondiale, che esige di essere preso sul serio dall’umanità nel suo insieme, perché «come le organizzazioni criminali utilizzano reti globali per raggiungere i loro scopi, così l’azione per sconfiggere questo fenomeno richiede uno sforzo comune e altrettanto globale da parte dei diversi attori che compongono la società».[22]