La parola della domenica

XXV DOMENICA DEL Tempo ordinario

“GLI ULTIMI SARANNO PRIMI E I PRIMI SARANNO ULTIMI”

 Commento al Vangelo di p. José María CASTILLO

Mt 20, 1-16

1. L’interpretazione più corretta di questa parabola ci spiega come è il comportamento di Dio con gli uomini. Dio non ci tratta secondo i criteri logici della produttività (che si misura con le ore di lavoro), ma per le motivazioni che sgorgano da un cuore buono e generoso. Il cuore, che è così profondamente buono, che privilegia gli ultimi, i più disgraziati della vita, quelli che la logica degli uomini non privilegia mai.

2. Ma questa parabola ci rimanda anche ad un’altra lettura, secondo la quale le leggi dell’«economia umana», perché sia veramente umana, devono prendere ad esempio i progetti dell’«economia divina». L’economia non è una scienza esatta. Ed è stata scardinata fino ad eccessi che non abbiamo mai potuto immaginare. L’economia, così come funziona, è la scienza (?) che privilegia i privilegiati e affonda sempre più quelli che già sono affondati. Da qui derivano gli squilibri crescenti e scandalosi che conosciamo. E che sopportiamo quando si distribuiscono i guadagni ed i benefici che producono la terra ed il lavoro umano.

3. Urge trovare e mettersi a praticare altre forme di gestione dell’economia mondiale. E, se crediamo nel Vangelo, dobbiamo smetterla con lo scandalo che ci sono tante persone pie, o amiche dei pii, che non consentono che gli ultimi guadagnino quello che loro guadagnano e che vivano come loro vivono. Ci può essere una contraddizione più grande e anche una spudoratezza più grande? Anche in questo il Vangelo è norma di sapienza e criterio determinante di umanità.