|
|
Diamo soggiorno ai diritti!
L'attacco ai diritti e alla dignità dei migranti, che ha conosciuto la sua pagina più oscura nelle giornate di Rosarno, continua. L'attacco ai diritti dei migranti è un aspetto dell'attacco ai diritti di tutti, del tentativo di fare della violazione dei diritti la normalità, proponendo ai cittadini e ai lavoratori, italiani e migranti, un presente di precarietà e miseria, quando non di morte, per ridisegnare un modello autoritario a partire dai migranti.
Immigrati «invadono» le strade di Caserta. C'è il sindaco in testa In corteo anche il vescovo Nogaro e padre Alex Zanotelli
CASERTA — Erano le otto sabato mattina quando la stazione ferroviaria di Caserta si è popolata di circa tremila immigrati provenienti da tutta la regione per la manifestazione «Diamo soggiorno ai diritti» promossa dal movimento Antirazzista e dal movimento Migranti e Rifugiati della Campania. Una vera babele in stile africano che per un giorno ha trasformato la città di Caserta in un angolo d'Africa fatto di musica danze e sorrisi. Il corteo, a cui ha preso parte anche il Sindaco Nicodemo Petteruti, è stato, difatti, di gran lunga diverso per chi è abituato a sentire quelli nostrani, fatti di slogan spesso duri e accusatori. I migranti hanno invece voluto regalare canti che riecheggiavano le savane e la giungla, accompagnati dagli immancabili jambé. Ritmi che facevano pensare più a una festa che non a una protesta, grazie anche al contributo del gruppo multietnico Kaliffoo Sound. «È il nostro modo di farci sentire ma di certo da festeggiare non abbiamo quasi nulla — dichiara uno dei manifestanti provenienti dal ghana— oggi rivendichiamo il nostro diritto a esistere e ad avere dignità. In fondo contribuiamo come tanti italiani all'economia di questo paese e vorremmo solo essere riconosciuti come persone e come lavoratori». Un pensiero che viene raccolto nelle uniche due parole di slogan che ogni tanto il corteo rilancia durante la marcia verso la Prefettura: «Soggiorno Papabi». A metà tra l'italiano e un dialetto africano per dire all'Italia che il soggiorno, si legga permesso, è un qualcosa di buono per loro e per chi li ospita. Giunti a piazza Vanvitelli una delegazione composta dai rappresentanti delle diverse realtà impegnate in prima linea tra cui il movimento Migranti e Rifugiati, il centro sociale ex Canapificio, i missionari Comboniani con Padre Alex Zanotelli e Sacramentino, la Caritas e numerose associazioni sono state ricevute da un parterre di Istituzioni d'eccezione. All'incontro, oltre il Prefetto e il Questore di Caserta, sono intervenuti il comandante provinciale dei carabinieri e il procuratore della Repubblica Donato Ceglie di SantaMaria Capua Vetere che sembra si stia interessando al problema dell'emersione dal lavoro nero. «Un incontro positivo che chiude la settimana di mobilitazione per i diritti dei migranti lasciando sperare — dichiara Mimma D'Amico, coordinatrice del centro sociale Ex Canapificio — che qualcosa si stia muovendo per queste persone che ieri hanno avuto il coraggio di dire no a chi ogni giorno alle rotonde delle periferie li tratta come bestie da soma. È necessario proseguire in questa battaglia e soprattutto che le istituzioni intervengano». E le promesse sono arrivate su vari temi: un calendario di incontri per rivedere le centinaia di pratiche dei permessi di soggiorno, la revisione delle pratiche colf e badanti sospese o rifiutate, maggiori tutele per gli sfruttati e la promessa del sindaco di Caserta di provvedere alla nomina del membro Anci funzionale allo svolgimento delle regolarizzazioni di stranieri. Infine una buona notizia arriva dall'onorevole Marco Perduca, vice presidente della commissione Diritti Umani del Senato che annuncia per la prossima settimana la presentazione di un disegno di legge, trasversale ai gruppi parlamentari, per l'emersione dal lavoro nero e la regolarizzazione degli immigrati. Ora quindi si attendono i fatti, Intanto i manifestanti annunciano che il prossimo 14 e 15 ottobre saranno a Roma, assieme agli immigrati di tutte le città italiane, per avviare un dialogo con il Governo. Luca Mattiucci
|