Sabato 21 maggio 2011 si è tenuta una manifestazione a Santa Maria Capua Vetere, dove si trova la caserma Andolfato, trasformata prima in CAI e poi in CIE attraverso un'ordinanza governativa dello scorso 21 aprile
L'evento è stato organizzato dal Coordinamento Antirazzista contro il Cie Andolfato. Un comunicato è stato pubblicato su Global Project.
Nel Cie vengono rinchiusi migranti tunisini giunti in Italia dopo il 5 aprile. Chi è giunto prima di quella data ha ricevuto un permesso di soggiorno temporaneo della durata di 6 mesi, non rinnovabile. Si prevede quindi una nuova emergenza irregolari quando i permessi concessi inizieranno a scadere. Chi è giunto dopo il 5 aprile non ha diritto a nessun tipo di protezione, sebbene i migranti raccontino che l'emergenza in Tunisia non è affatto finita, gli amici di Ben Alì sono ancora al potere, ritorsioni e vendette proseguono. Per loro è prevista la reclusione nei Cie temporanei, e il rimpatrio, in voli da 30 posti ciascuno.
Le condizioni all'interno del centro però non sono delle migliori. In pratica si tratta di una tendopoli. Dopo le rivolte avvenute a fine aprile, i reclusi sono obbligati a rimanere sotto le tende per tutta la giornata, sia con la pioggia, sia col sole cocente. I bagni chimici si trovano fuori dalle tende, e non sempre le forze dell'ordine autorizzano le persone ad usarli per i propri bisogni. L'accesso alla tendopoli è stato vietato ai giornalisti.
Siccome nel corso della rivolta le brandine erano stata usate come scale nel tentativo di fuga, sono state portate via. I migranti dormono su materassi appoggiati per terra.
Il centro è stato visitato da alcuni parlamentari, che hanno denunciato come non ci siano controlli sanitari sistematici, e ci sia un certo numero di feriti.
E' stata lanciata una petizione online per chiederne la chiusura.Firma Anche TU!
http://www.firmiamo.it/liberimigranti
Un nuovo Golgota a Santa Maria Capua Vetere
di Maria Pia Bonanate (da famiglia Cristiana)
Alcune foto...




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