|
E' giunta alla settima edizione “ TERRA di CINEMA ”, la rassegna internazionale dedicata al documentario dal titolo “CINEMA E TERRITORI DOCFEST”. Un anno di documentari con tanti eventi collaterali, un viaggio all'interno del cinema del reale per esplorare i territori. Un evento con il patrocinio di DOC IT, della Film Comission Regione Campania e la stessa Regione Campania. L'evento si configura come una rassegna di opere capaci di raccontare storie e personaggi, riti e frammenti di vita in grado di proiettare sguardi e traiettorie trasversali attraverso lo spazio territoriale. . Il primo giorno della manifestazione si è tenuto presso il Teatro Civico 14 con la presentazione del nuovo lavoro di Romano Montesarchio . Dopo il successo de “La Domitiana”, l'autore casertano ci porta ci porta in Tanzania, per raccontarci la storia di una ragazza africana albina. Il documentario, “Arapha – La ragazza dagli occhi chiari” , è una coproduzione RAI, andato in onda su RAI3 nel programma DOC3. L'evento del 22 ottobre ha previsto alle ore 20.40 - l' Intervento di Titti Malorni (vicepresidente della cooperativa New Hope) dal titolo “Quando sei nato non puoi più nasconderti"
Ecco il testo dell'intervento di Titti Malorni Penso che il ruolo della cooperativa newhope sia quello di essere una finestra aperta alla speranza. Drammi di tale tragicità, come quelli che abbiamo visto nei documentari, massacrano la speranza: per coloro che li vivono perché si fa sempre più forte la paura di non poterne venire fuori, mentre per noi, assediati dalla cronaca, perché corriamo il rischio di essere anestetizzati al punto tale da non riuscire a provare più dolore e indignazione per tanta violenza. Tutti noi,quindi, abbiamo bisogno di speranza: le donne e gli uomini migranti per riprendersi la loro dignità di persone e noi “occidentali”, che abbiamo confuso il benessere con il possesso di beni materiali, per riprenderci il senso della vita!! Don Tonino Bello diceva che la speranza non si enuncia: la si vive e la si testimonia, anche a caro prezzo. È quello che la neWhope ha fatto e continua a fare a due livelli: Ecco come percepisco la cooperativa: uno spazio di opportunità, dove persone con l'animo ferito ricompongono la loro dignità di persone e riescono a far emergere i loro talenti! Ogni manufatto prodotto nella cooperativa newhope porta con sé un bagaglio di sapienza, maestria, fantasia, creatività custodite nell'animo umano di quelle persone che la nostra società perbenista e benpensante mette ai margini, considerandole incapaci di apporti originali e utili al bene della collettività. “L'uomo felice ha bisogno di amici” (Aristotele). Ma il bene relazionale è fragile Se per la paura della fragilità del rapporto, delle differenze con l'altro ci rifugiamo nella solitudine dei beni di consumo, ci saranno grandi carestie che affameranno le nostre società opulente, di cui già vediamo tutti i sintomi: carestie di “beni ambientali” ma anche di “beni relazionali”, di gratuità e quindi carestie di felicità!
il banchetto allestito con i colori dei manufatti neWhope
|