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Sabato 3 ottobre 2009 - Per continuare a ri.esistere Appunti dal discorso di don Ciotti.... E' il momento in cui bisogna fare meno parole e più fatti. Mi ha fatto piacere trovare quel “R.esistere”davanti alla Cooperativa che ha di fatto la stessa radice latina di esistere, che significa vivere, essere presente, fare, esserci e soprattutto non dire. E' la meraviglia di essere insieme, di mettersi in gioco, di sentirsi chiamati sempre di più a un'azione responsabile.Vi auguro di sentire il morso del più. Le fragilità di questa società ci impongono, impongono a tutti, il morso del più. Questo vuol dire per tutti “sentire dentro” il morso del più. R.esistere ha bisogno di fiducia reciproca, di meno parole e di più fatti. Questa settimana dedicata alla ricorrenza dei cinque anni di vita della Cooperativa, non vuole celebrarsi ma andare incontro di più, di più, ai bisogni di tante persone. Cogliamo dunque i segni di speranza che ogni giorno appaiono. Se le nostre Tv e le nostre radio parlassero meno del crimine, della violenza, di questi politici, se si aiutasse la gente nella verità, ci sarebbero in tutti più forza e più coraggio. Siamo bombardati invece dalle negatività, mentre ci sono cose stupende che non fanno chiasso, che portano speranza, che hanno permesso ad es. a tante donne di rinascere, di trovare dignità. Vi auguro l'umiltà del sapere, lo stupore dell'approccio, la continuità dell'impegno. Buon cammino sulla strada. Ma esserci vuol significa dare parole di vita: siamo sommersi da parole vuote, senza significato. Le parole, le cerimonie ci sono, non ci sono parole vere, non ci sono parole che costano molto. Di fronte a cose che succedono noi non possiamo tacere. Guai ai cristiani che tacciono davanti a certi fatti. I nostri padri erano democratici sempre ottimisti; noi dobbiamo essere democratici d'allarme perché la democrazia è in pericolo nel nostro paese. I respingimenti dei ragazzi, dei giovani esuli dalla fame, in quelle modalità che oggi non sono possibili, sono morte, non vita, sono demagogia. Nella nostra Costituzione si parla di uguaglianza, di diritti umani e allora perché queste leggi? Ci vuole rispetto, bisogna creare condizioni perché la verità racconti cose belle e positive. R.esistere, esserci, ma con il coraggio della denuncia, ma mai per sentito dire. Oggi manca profondità… sono troppi quelli che assassinano la speranza. La rassegnazione di tanta gente è una morte dolorosa… E la Chiesa sia per il mondo, non per se stessa, non pensi a difendere se stessa; a difendere la Chiesa ci pensi lo Spirito Santo… noi siamo chiamati a difendere gli ultimi. A schierarsi contro la cultura mafiosa che puzza di morte e a guardare avanti. Ci vuole la testimonianza cristiana e la responsabilità civile, cioè saldare la terra con il cielo. I nostri vescovi hanno scritto nel documento educare alla legalità di entrare nella storia con la sua complessità. Voi di casa Rut siete entrate nella storia con impegno e con impegno culturale perché cresca questo grado di consapevolezza. Ti impoverisci se non ti rigeneri dentro. La stanchezza è umana, ma non la rassegnazione; questa non ci può appartenere. Ci sono fatiche da affrontare ma non sono mai tempo perso. C'è una definizione di etica che io condivido detta da di Liegro: “ l'etica è insegnare a ragionare criticamente, non in maniera astratta, ma partendo dai fatti”. Allora il nostro impegno: fare e dare ragione del nostro fare, Sono profetiche le parole che parlano al cuore e alle coscienze, che creano liberazione e speranza. La profezia è sempre tensione, mai soluzione, si gioca tutto nel presente aperto al futuro anche se porta a correre rischi e a fatiche. E lasciatevi guidare dalla Spirito. Lo Spirito è il vento che non lascia dormire la polvere (Turoldo).
Ha la stessa energia di sempre Don Luigi Ciotti, ieri sera a Caserta per parlare di Ri.Esistenza e condividere l'anniversario dei cinque anni della Cooperativa NeWhope. Energico ma anche preoccupato per le sorti della democrazia, parla nella Chiesa di Nostra Signora di Lourdes, da un altare, come tiene più volte a sottolineare nel suo lungo e appassionato discorso. Una chiesa piena ma non gremita, ascolta il suo invito, innanzitutto alla resistenza, che per Don Ciotti vuol dire andare incontro “di più di più di più” a chi ha bisogno. Segno drammatico dei tempi, che chiedono umiltà, ma anche determinazione, impegno. fonte: www.ilcasertano.it e i manufatti neWhope continuano il viaggio della speranza... |
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