| 7 marzo 2010 - 3^ Domenica di Quaresima
"Io vi dico se non vi convertite,
Omelia del padre vescovo Raffaele Nogaro (vescovo emerito di Caserta) Io so che anche voi provate commozione di fronte a certe parole, a certe pagine del Vangelo, anzi di fronte a tutta la testimonianza del Vangelo. E' qualcosa di sempre nuovo, qualcosa che prende realmente il nostro cuore e lo traduce nel bene, nella speranza, direi proprio nella Resurrezione. Anche questo Vangelo è esplicito, è un Vangelo che dobbiamo assolutamente prendere in considerazione. Il Signore ci dice “ io non guardo, normalmente, come voi vivete, quali pericoli e quali benefici ricevete dalla vita, ma quello che a me preme è il vostro cuore, il vostro impegno a diventare migliori. Voi dovete convertirvi, ma questo non significa, in modo generico, cambiare vita. Dovete cambiare sensibilità, dovete cambiare cultura, dovete cambiare comportamento”. Se voi leggete il diario di Helder Camara , questo grande Vescovo di Recife all'altezza di don Tonino Bello, forse anche di più perché ha influenzato tutto il mondo con la sua testimonianza profetica. Egli si trovava al Concilio e c'era anche un Cardinale famoso, Ottaviani, inquisitore nel modo di fare, il quale, quando si presentava di fronte ai duemilacinquecento vescovi presenti nell'aula, aveva sempre un atteggiamento di giudizio, era lì a giudicare e non a condividere le proposte o, eventualmente, ad ampliarle. Si alzava soltanto per denunciare: ‘questa proposta è eretica, questa non è ortodossa' e via dicendo… Due domeniche fa avevo detto che tutto il Vangelo è l'amore del prossimo, non ci sono altri precetti, non c'è il decalogo, lo dice proprio il Cristo. Non ci sono particolari leggi naturali o etiche che devono condurre la vita dell'uomo. Quello che è fondamentale è l'amore del prossimo cha abbraccia, dice Paolo, tutta la legge e tutti i Profeti. Quando uno ama il prossimo compie tutto il Vangelo cioè compie la salvezza dell'uomo. Ma che cosa vuol dire prossimo? Anche la Chiesa non ne parla mai; non è nemmeno entrata nel catechismo la teologia di questa espressione ‘prossimo'. Prossimo vuol dire ‘ogni altro', lo diciamo tante volte, cioè ogni altro uomo e ogni altra donna . Ogni ‘altro' anche l'immigrato, anche il Rom, anche il barbone, anche colui che mi fa del male perché io devo amare soprattutto - dice il Vangelo- i miei nemici, coloro che mi odiano. Il prossimo è incondizionatamente amore per l‘altro, chiunque sia. Questo è qualcosa di sconvolgente. Questo sta a dire che noi in duemila anni di storia non abbiamo mai messo in pratica il Vangelo e anche la Chiesa quando ha fatto il discorso di ‘guerra si o guerra no', ha sbagliato! Scusate se dico cosi, senza nessuna arroganza nel giudicare la Chiesa, ma noi in nome del Vangelo non possiamo mai condannare. Dal Vangelo dobbiamo sempre acquisire la compassione, la comprensione, la misericordia e il perdono sempre, sempre. Oggi la Chiesa dovrebbe osservare tutti i Sacramenti, perché possono valere qualcosa. Ma è soprattutto un Sacramento che dovrebbe essere istituito, il “ Sacramento dell'incontro ”. Questo significa che io devo poter vedere (ecco il Sacramento) la grazia per avvicinare ogni persona senza nessuna ombra e senza nessuna riserva. Il Sacramento dell'incontro noi dovremmo celebrarlo ogni giorno. L'eucarestia è un modello ma per noi è diventata anche qualcosa di gravoso, di non comprensibile invece è proprio questo il sacramento dell'incontro, cioè andare dal Signore, dal Padre, per ottenere la grazia di voler bene ai fratelli e alle sorelle. Ecco la vera conversione: non c'è altra volontà del Padre che l'amore del prossimo.
|
|