Domenica 27 giugno 2010
1Re
19,16-21 Sal 15 Gal 5,1.13-18+ Lc 9,51-62

 

«Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 


Omelia del padre vescovo Raffaele Nogaro (vescovo emerito di Caserta)

Il Vangelo è la “notizia felice” del “gratuito”. Gesù è “colui che fa il bene” (At 10,38), è colui che crea continuamente la bontà dalla vita. E' colui che salva l'uomo, perché ad ogni uomo dona incondizionatamente se stesso.

“Prende la ferma decisione di andare a Gerusalemme” (Lc 9, 51)cioè assume liberamente la ‘morte', per aiutare l'uomo a vivere. La sua morte infatti è riscatto, e quindi promozione di vita e garanzia di salvezza per ogni uomo. Il suo gesto è risoluto, senza lamenti e senza rimpianti, è in assoluto la volontà di donarsi. Non viene accolto dalla società degli uomini: i samaritani, non vogliono riceverlo. Gli uomini non gli riconoscono la cittadinanza. E Gesù sembra quasi comprenderli.

Non viene accolto dalla società religiosa: il tempio di Gerusalemme non crede che sia il messia e lo condanna. Ma Gesù compie la sua opera di offerta integrale di se stesso. E' questo il sacerdozio di Cristo, offrire se stesso al Padre per la salvezza di tutti gli uomini.

Sembra fuor da ogni buon criterio umano questo donare se stesso, senza limiti, agli altri. E' umanamente impossibile, possibile soltanto a Dio (Lc 1,37). E'così estremo il gesto da far pensare che Gesù incarnandosi realmente distrugga se stesso,io suo essere Dio, fino all'angoscia: ‘Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? (Mc 15,34) Ma Gesù è rimasto senza il suo Dio per donasi tutto all'uomo. Quel Dio, in verità, che in quanto Padre, sempre aderisce al Figlio, nel Getsemani: ‘non la mia volontà, ma la tua,Padre'.

Gesù impone all'apostolo-discepolo l'integrità della dedizione. E' discepolo di Cristo colui che si dona totalmente, come Cristo. Le esemplificazioni del Vangelo di Luca sono così esplicite e convincenti.
-C'è l'entusiasta, quello affascinato da Gesù che gli dice: ‘ti seguirò dovunque tu vada'. E' emozionato e non si rende conto dei sacrifici della sequela. Gesù fa una contestazione sconvolgente ad indicare la libertà assoluta della sua appartenenza alla terra: ‘ le volpi hanno le loro tante e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il figlio del'uomo non ha dove posare il capo'. Gesù dona e non si appropria di nulla, seguire Gesù non comporta alcun vantaggio materiale.

-A un altro Gesù dice: ‘Seguimi'. Gesù è l'autorità, può anche comandare. Mentre gli apostoli alla sua chiamata lasciano tutto e lo seguono., costui risponde: ‘ Signore permettimi di andare prima a seppellire mio padre.'La risposta di Gesù è bruciante:' Lascia che i morti seppelliscano i loro morti'. Il diritto-dovere della sepoltura viene radicalmente scavalcato dalla perentorietà del comando a rompere con l'ambiente e con la tradizione per aderire subito e in modo irreversibile a Gesù. E aggiunge: ‘Tu invece và e annuncia il regno di Dio. Il regno di Dio è il necessario, tutto poi viene dato in aggiunta.'

Un altro dice: ‘ti seguirò lì fuori, prima però lascia che io mi congedi da quelli in casa mia'. Sembra normale che non ci si possa staccare dai genitori e dalla famiglia. Gesù non ammette alcuna forma di incertezza e di cedimento: ‘nessuno che metta mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio' . La preferenza del regno è un assoluto.

Un discorso esplicito di gratuità viene fatto nella presentazione della ‘missione dei dodici' (Mt 10,1-15): ‘gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né tunica, né sandali, né bastone'.

Esercitare il ministero gratuitamente, non è una scelta personale, ma è frutto di una posizione profondamente evangelica, che si radica nell'essenza stessa dell'essere apostolo.

Arriva di prepotenza la testimonianza di Paolo: ‘l'unica mia ricompensa è predicare Cristo gratuitamente' (1 Cor. 9,18) . Da parte di Cristo e del suo discepolo, il dono è integrale offerta di sé. E' pagare totalmente di persona. E' perdono.

E' stato affermato recentemente, in riferimento ad alcuni disordini di uomini di chiesa, ‘prima la giustizia, poi il perdono'. E' il grande errore questo, significa smentire il vangelo. E' sempre prima il perdono e poi, se necessario, si fa giustizia.

Gesù è in esclusiva ‘crocifissione', paga lui: Gesù è compassione, comprensione, misericordia, perdono. Solo così è ‘Messia', liberazione di umanità.

Sul suo esempio, gli apostoli e i discepoli devono diventare missionari del gratuito. Nel concreto, come è possibile che si ‘paghino i sacramenti', i mezzi mediante i quali viene donato il Cristo al popolo? Un libro di Luisito Bianchi ‘ Quando si pensa con i piedi e un cane ti taglia la strada' , parla del Vangelo, della buona notizia del Gratuito. Dice Bianchi: ‘la chiesa è vera quando è gratuità di dono.'

E' legittimo chiedersi: si può ‘pagare la messa?'

La messa è esercizio del sacerdozio di Cristo, l'offerta di sé al Padre per il beneficio e la salvezza di tutti gli uomini. Il sacerdozio levitico era piuttosto mercenario, i sacerdoti offrivano gli animali, per poi nutrirsi delle loro carni. I sacerdoti di oggi sono gli esecutori del sacerdozio di Cristo: fate questo in memoria di me (Lc 22,19). Sono sacerdoti se donano se stessi, tutta la loro vita, per la salvezza dei fratelli.

E' possibile che il gratuito venga pagato?

E' possibile che il dono venga pagato?

E' possibile che la messa venga pagata?