Domenica 4 luglio 2010

Is 66,10-14 Sl 65 Gal 6, 14-18 + Lc 10, 1-20

« Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi;
non portate borsa, né sacca, né sandali
e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate prima dite :
Pace a questa casa! ».
'


Omelia del padre vescovo Raffaele Nogaro (vescovo emerito di Caserta)

La pagina del Vangelo di oggi fa fare un sereno esame di coscienza a tutti noi persone di chiesa. Soltanto Luca ha questa pagina, cioè la missione dei 72 discepoli, gli altri evangelisti parlano della missione degli apostoli e in modo molto più contenuto. Questa pagina, invece si allarga molto, parla dei ‘settantadue' che non sono un numero generico, trovato per caso, ma i settantadue, secondo la Genesi, rappresentano le 72 nazioni della Terra, quindi tutta la Terra. I discepoli, dopo gli apostoli, hanno il compito di portare il messaggio in ogni casa, in ogni luogo, in ogni città. Potessimo noi comprendere questa verità! Cristo è per tutti. Luca è anche autore degli Atti degli Apostoli e qui si parla degli apostoli in particolare di Paolo e si fa riferimento alla missione universale di Paolo che deve raggiungere anche la Spagna, allora non c'era angolo della terra conosciuto che non venisse visitato dagli apostoli proprio perché il messaggio di Cristo doveva arrivare ovunque.

La chiesa ha chiuso le porte alle genti, ci sono gli eletti e ci sono coloro che nella vita sono dispersi, in realtà la chiesa è di tutti. La sorgente può essere costituita ancora dagli apostoli, dai discepoli, cioè da coloro che hanno la particolare sensibilità del Vangelo, ma il messaggio di salvezza è rivolto a tutte le genti. Se notiamo la pagina del Vangelo si legge : ‘in alcune città vi cacceranno ma anche se vi cacciano, ad esse annunciate che è vicino il Regno di Dio' . Nessuno viene escluso, neanche il ribelle, neanche chi rifiuta. Come sarebbe importante se noi uomini e donne di chiesa potessimo sentire, oggi, che la nostra vita, la nostra presenza nella storia è un beneficio reale, una benedizione, una provvidenza per tutti gli uomini.

Oggi è imbarazzante parlare di questo Vangelo. Siamo sempre ‘furbi' nella esegesi che facciamo della Parola di Dio. Io mi sono consolato al pensiero che coloro che leggono, studiano, interpretano la Parola di Dio di solito sono scienziati, ma non sono santi. Essi prendono la Parola di Dio secondo il comodo della storia. Oggi abbiamo la chiesa ‘organizzata'. Io sono sgomento perché se voi pensate, la Chiesa è l'unica istituzione che garantisce quelli possiamo chiamare suoi ‘dipendenti'. Oggi non c'è lavoro, non c'è occupazione, anche la persona più qualificata si trova buttata sulla strada, la chiesa ti assicura. Il Vangelo, invece dice che l'unico uomo esposto, senza garanzie che dipende immediatamente dagli altri, anche per l'alloggio, per il cibo, è proprio l'uomo di chiesa. E San Francesco lo aveva capito questo. Gesù dice ‘andate come agnelli' cioè non siate aggressivi, non fate la propaganda della fede ma siate coloro che sono a servizio delle persone.

C'è un dottore che diceva che nei primi tre secoli i cristiani autentici sapevano che la violenza è dentro di noi, che il nemico è dentro di noi e quindi bisogna combatterlo nella coscienza. Dopo il terzo secolo, per la nostra voglia di supremazia che è sempre qualcosa di tremendo si è visto che il nemico, Satana, è al di fuori di noi e quindi bisognava combatterlo negli altri, in coloro che avevano eresie, in quelli che erano distanti dalla chiesa. Il nemico non è più la nostra coscienza deteriorata, l'agnello invece è colui che paga sempre, è colui che è evocato alla crocifissione e paga per gli altri.

Nel Vangelo si parla dell'equipaggiamento. Andate dovunque, in qualsiasi luogo, ma non portate con voi né borsa per i soldi ma neanche sandali. Nelle missioni degli altri dodici e negli altri evangelisti non si parla dei sandali anche perché nei discorsi fatti nella Palestina, nella Galilea era impossibile camminare senza sandali. Gesù qui dice espressamente ‘non portate sandali', dovete vivere solo di quello che vi danno gli altri; e andate nelle case dei figli della pace, ovvero andate nelle case dei pagani, un orrore per la legge antica. Entrate e portate la pace e mangiate quello che vi danno, impossibile per gli ebrei, ciò che è impuro non si poteva mangiare, era un peccato capitale. Il discepolo di Cristo era totale dipendenza delle persone che incontra per la strada, non era assicurato, non aveva la busta paga. E' l'uomo della crocifissione che dona soltanto perché ha ricevuto.

E per concludere, Gesù dice agli apostoli : quando andate fate una doppia presentazione; la prima è guarire , sanare, fare del bene. Non avete il compito di insegnare la legge ebraica o di dare precetti, andate soltanto a guarire, ad aiutare. Ecco la parabola del samaritano,bellissima . Qualsiasi uomo è colui che serve, guarisce il povero. Il samaritano non solo va incontro al malcapitato, ma lo porta in albergo e vuole la garanzia da parte dell'oste di una rapida guarigione di questo poveraccio; la seconda è annunciare a tutti che il regno di Dio è vicino all'uomo, Dio è diventato Cristo, Dio è l'amico, è colui che non ci lascia soli. Questo è l'unico messaggio che il Vangelo ci presenta, di aiuto, di comprensione, questo è il messaggio di salvezza