| Domenica 13 giugno 2010 " Ti sono perdonati i tuoi molti peccati perchè hai molto amato' Omelia del padre vescovo Raffaele Nogaro (vescovo emerito di Caserta) Sono pagine che commuovono. Io Penso che nella letteratura mondiale sia impossibile trovare testi così pieni di sentimento, di passione e di vita. E' qualcosa di straordinario. Quanto è pregnante di ricchezza spirituale e di vita autentica questa donna che si presenta nella casa del fariseo per baciare Gesù. Ma anche il passo successivo, è per me la rivelazione di tutta la chiesa, la chiesa vera quella che il Cristo vuole, la chiesa di lui e del popolo di Dio. Giovedì scorso è venuta da me, la conoscete tutti, quella donna iraniana, anziana la mamma di Parsa, la quale mi chiedeva ‘ Voi che siete cristiani dovete difendere la donna, vorrei domandarlo al Papa, perché io ho letto il Vangelo e il Vangelo parla sempre della bontà e della grandezza della donna. Il Vangelo è la valorizzazione piena- anche per noi del medio oriente o estremo oriente- della donna, è la giustizia della donna '. Mi ha commosso questo discorso e quasi per combinazione il Vangelo di oggi parla dell'attenzione e dell'amore che Cristo ha per la donna, rimane incantato di fronte a lei. E' presentata in questo brano del vangelo come una peccatrice, come una donna di strada ma è la più bella creatura perché ama! E Gesù lo dice chiaramente. Nella casa del fariseo del notabile le da proprio il diritto della cittadinanza, la vede proprio un'appartenete della civis, la forma più alta e genuina perché Gesù fa capire che lui notabile, uomo della legge, non ha saputo rispettarlo quando è entrato nella sua casa, non gli ha offerto dell'acqua per lavarsi le mani, non gli ha dato il bacio della pace mentre quella donna compie tutte queste azioni: il garbo della società nel senso più alto è rappresentato da questa donna nella forma migliore. Lei è vera cittadina perché ha un rapporto sociale, perché ha il rispetto per l'altro, in questo caso, l'amore appassionato per Gesù. Sono così contento che la nuova edizione liturgica della Bibbia abbia presentato anche l'inizio del capitolo ottavo di Luca perché è grandioso, la chiesa non lo ricorda mai, e aveva ragione questa donna iraniana di dirmi state attenti voi cristiani. La chiesa non dice mai queste cose ma è così il vangelo. Quando Gesù presenta la sua prima comunità, questa è formata dai dodici e mette solo quelli, non cita i discepoli, non cita, come capita spesse volte nella sua sequela, ‘i fratelli di Gesù' ma mette i dodici, i responsabili, i suoi diretti fiduciari e le responsabili perché immediatamente dice che con lui stanno i dodici e le donne. Il Vangelo non nomina quasi mai le persone fatta eccezione di Lazzaro, di qualcuno per caso, nomina sempre le donne come nomina gli apostoli, e parla di Maria di Magdala, parla di Giovanna, parla di Susanna che non si sa chi possa essere, e di molte donne che lo seguivano nel suo cammino. Molte donne per assisterlo con le loro sostanze. E' qualcosa di grandioso guardate che nel campo semitico, ebraico, è un'autentica rivoluzione, era inconcepibile che la donna avesse un carattere pubblico, cioè che uscisse di casa e seguisse un maestro a suo piacimento. La donna era considerata come voi sapete come il bambino e come lo schiavo senza diritti, senz'anima, addirittura, per il mondo antico. Invece qui le donne hanno lo stesso ruolo ministeriale degli apostoli. Gli apostoli seguono Gesù per aiutarlo, le donne seguono Gesù per svolgere il suo ministero. E queste donne vengono dalla Galilea che è l'estremo nord della Palestina e lo seguono dovunque, come gli apostoli. I discepoli non fanno questo cammino. Loro lasciano la famiglia, probabilmente lasciano il lavoro, le occupazioni normali, scendo dalla Galilea e vengono lungo il pellegrinaggio di Gesù, lo assistono durante l'agonia, lo assistono sul calvario, lo portano nel sepolcro e sono, poi, le annunciatrici della Risurrezione. E ancora, se seguiamo il testo di Luca, nel cenacolo quando gli apostoli sono un po' dispersi e perplessi, ci sono anche i fratelli di Gesù, alcuni discepoli e le donne con Maria. Finalmente appare la Madonna, perché ho come l'impressione che Gesù trascuri sua madre, ma la cita nel contesto del cenacolo. La donna non è valutata dalla chiesa, anche se abbiamo la parità dei diritti, non ha nessuna direzionalità nella Chiesa. Gesù dà una importanza grandiosa a queste donne, sembra che siano le amministratrici della sua piccola chiesa iniziale. Questo è importante perché, come diceva quella donna iraniana: se non siamo noi, il vangelo, a difendere la donna, difficilmente oggi soprattutto la donna del mondo arabo, riesce a recuperare la sua dignità e la sua grandezza, la sua unità con l'uomo; non c'è nessuna differenza, sono due indispensabili per fare storia. Gesù è incantato di fronte alle donne e lo dimostra soprattutto nell'episodio della peccatrice che gli lava i piedi, e in un altro testo analogo, dice che di questa donna si farà memoria in tutti secoli come per la Madonna. E' bellissimo. Ma perché ? Perché questa donna ama! Ama per tutti e la donna sa amare, in modo particolare. Di fronte al fariseo Gesù è amareggiato non perché quest'uomo non ha il garbo del galateo, ma perché lo invita a pranzo per ‘studiarlo' non certamente per amore. La donna ama e lei ama come colui al quale si condona cinquecento denari. Un denaro era la paga del tempo e cinquecento è una somma enorme. Questa donna ama e per questo le sono perdonati tutti i suoi peccati. Quanto sarebbe importante se riuscissimo, nella nostra chiesa, a riprendere la civiltà al femminile che è la civiltà dell'amore e della fede autentica.
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