“ La Voce del Vescovo ”

Omelia di mons. Raffaele Nogaro
Natale 2008

 

Cattedrale di Caserta – Natale 2008

Omelia del vescovo Raffaele Nogaro

 

La vita è vera e la vita è sacra. Vorrei tanto, miei cari che in questo Natale totalmente mio e totalmente vostro potessimo percepire qualcosa di nuovo. Come è bella quell'immagine di Michelangelo in cui Dio tocca con il dito la mano dell'uomo…In questo Natale avvenga proprio questo e per tutti: sentire che c'è questa vibrazione dell'incontro.
Vi parlo con profonda trepidazione. Direi anche con commozione. E' il 18° anno, questo, in cui celebro con voi il Santo Natale. In questi momenti (abbiate anche la pazienza di comprendermi) io faccio continui esami di coscienza perché (lo dico anche in un piccolo libro e lo ripeto) amo la mia gente e vorrei, in questi diciotto anni, aver donato tutto me stesso alla mia gente. E' vero, ci sono resistenze, ci sono debolezze però Dio sa quanto io vi amo.

Fin dall'inizio della mia presenza in mezzo a voi ho parlato della Casertanitas e in tutti i modi, con le mie possibilità e con la collaborazione di tanti amici, ho cercato di dare un volto, un contenuto a questa casertanità. Ieri sera, di ritorno dalla Messa, mentre meditavo ancora sono rimasto deluso perché il Signore mi ha fatto capire una cosa:” Quando avrete fatto tutto quello che io vi ho comandato di fare ricordate che siete servi inutili” . Ecco, io mi sento servo inutile e non lo dico per sfizio ma per convinzione. Però vorrei aver fatto qualcosa alla mia gente. Non lasciare un segno: non mi interessa il valore della mia personalità; ma aver dato qualcosa di quel Dio per il quale vivo, di quel Dio che è la sostanza del mio essere. Qui ci sono probabilmente tante persone di studio e sanno benissimo che tutte le altre scienze che hanno le grandi intuizioni degli uomini: l'Illuminismo, il Marxismo, la tecnica oggi, l'informatica e anche le grandi scienze religiose come la teologia, o la chiesa se volete, non valgono nulla di fronte al Vangelo, di fronte a Lui: soltanto Io sono necessario dice il Cristo. E sarebbe molto importante che noi facessimo un'apertura d'animo per poter toccare questo Gesù che, a mio giudizio, ci lascia almeno tre pilastri di vita che sono grandi, unici, inediti nella storia: ci lascia innanzitutto la coscienza, ci lascia la libertà e, infinitamente, l'amore.

Prima di tutto la coscienza.

L'anno scorso io sono rimasto colpito da una pagina del vangelo che noi, in chiesa, non ricordiamo quasi mai. Gesù discute con gli apostoli, nel cap. 12 di Luca, sulla verità della vita e sulla verità della salvezza. Poi di fronte ai suoi apostoli, che capiscono poco, quasi si stizzisce e dice :”Ma non siete capaci da soli di capire ciò che è giusto?”. L'uomo- da tutti, non solo dalla Chiesa, da tutte le istituzioni è sempre stato considerato un perdente, uno che capisce a metà, sempre. Non hanno mai pensato che l'uomo potesse raggiungere realmente la verità. Invece il Cristo mi dice:” Non siete capaci da soli di capire ciò che è giusto? ”. E' totalmente potente questa considerazione (comprende tra l'altro tutto il cap. 12 di Luca) che nemmeno noi, nel catechismo, l'accettiamo mai perché è pericolosa! Se diciamo alla gente che capisce da sola, che sa le cose da sola…Di fatto noi nella Chiesa abbiamo messo mille disposizioni, mille precetti, mille sanzioni… perché la gente da sola non capisce, la gente ha bisogno di essere sempre condotta. E invece la coscienza di Cristo è infinitamente sapiente: “Non capite da soli ciò che è giusto?”. E' importante questo perché oggi la Chiesa interviene dappertutto: eutanasia, aborto, politica; mille cose… Eluana adesso…mille realtà. E ogni donna, ogni uomo non sa che dire, che fare perché la Chiesa ha parlato, perché la Chiesa vuole avere assolutamente il suo pezzo di ragione e quindi dobbiamo comportarci di conseguenza. E invece il vangelo è libertà: “ Non sai tu da solo ciò che è giusto?”. Se noi riuscissimo a raggiungere questo evento nella storia: capire che l'uomo è uomo! Capire che l'uomo ha tutta la potenza di Dio in sé! Capire che l'uomo quando agisce, quando decide, quando vuole conduce con sé l'onnipotenza di Dio: “Non capite da soli ciò che è giusto?”. Ecco miei cari il messaggio che ci viene lasciato (permettete che vi dica questo adesso che dovrò staccarmi anche un po' da voi): una coscienza aperta, una coscienza libera, una coscienza mia. E' grandioso.

L'altro messaggio che ormai tutti conoscono e che non è messo in pratica perché pericoloso, è quello della libertà.

Noi abbiamo le prigioni, noi abbiamo i condizionamenti del comportamento, noi abbiamo le leggi dello Stato ma il fatto che l'uomo sia libero è indiscutibile! E Cristo lo vuole libero totalmente, non un pezzo. L'uomo, come per la coscienza -ecco la verità del vangelo che noi in chiesa forse non diciamo ma che oggi sento il bisogno di dire- noi nella Chiesa, forse, ne salviamo un pezzo! La libertà si fa. Noi invece dobbiamo stare attenti di questo, di quello… ma il principio vero è che l'uomo è libero ed ha tutta la libertà di Dio, tutta. L'uomo è invincibile proprio perché ha Dio in sé. Scusate se riporto un episodio. Mi trovavo nel '96 nel Kosovo e ho incontrato il grande Presidente Rugova che per me è ancora di grande fascino. Eravamo lì come delegazione. Ho incontrato persone di vario tipo. Ho avuto modo di parlare con un professore universitario che aveva tradotto in Kosovaro il nostro “Cuore” di De Amicis perché era adatto per le loro scuole. Quest'uomo, che parlava bene l'Italiano, mi ha fatto vedere la sua schiena: qualcosa di impressionante. E domandavo: “Ha saputo resistere sempre? Le torture non ti rompono l'anima?”. Sì, dice, ma bisogna resistere: siamo liberi! “Ma, mi dica la verità: ha resistito fino alla fine? Sì, mi sono sentito libero fino in fondo”, mi dice. Ecco l'uomo! E' questo l'uomo che non ha paura della tortura, non ha paura delle leggi quando sono contrarie, non ha paura di una politica dittatoriale quando vuole comprometterlo.

L'uomo libero crea la storia! La libertà fino in fondo perché io sono la libertà di Dio.

Il terzo pilastro è ciò che è Dio stesso, è ciò che siamo noi stessi, ciò che è il mondo: l'amore.

L'amore che è tutto: che fa vivere la coscienza, la libertà che crea la vita. Il 5 dicembre scorso mi trovavo in ospedale alla manifestazione di coloro che avevano fatto il dono degli organi ed è stata un'esperienza che non avevo mai fatto. A parte la sala stracolma… ma veder tutta quella gente: mamme, papà, anziani, bambini pianger di gioia e sentirmi dire: “Sa, io ho donato gli organi di mio figlio a quello lì e vede che belli occhi ha!? E vede che forza ha”!? e mi sono commosso tanto. Ad un certo punto una mamma mi viene accanto e guarda il bambino di un'altra donna e mi dice: “Vede? Quelli sono gli occhi di mio figlio, quelli sono i miei occhi, quelli sono gli occhi che io ho donato a Dio”!. Questo per me è stato grande. E noi allora capiamo che veramente l'uomo è indispensabile per Dio! L'uomo può fare senza Dio ma Dio non può fare senza l'uomo!

Io ho donato quegli occhi a Dio, cioè io ho continuato la creazione. E' bellissimo perché anche lì ho capito che l'amore è gioia anche nella sofferenza; l'amore è canto anche nel dolore, l'amore è vita.

Vorrei che tutti portassimo nel cuore questo Vangelo: la coscienza libera, la libertà incontenibile, l'amore che è il tutto della vita, che salva la vita perché con l'amore noi facciamo dono di noi stessi a Dio, continuiamo la creazione.

 

+Raffaele Nogaro