Ho Amato la mia gente

dall'ultimo libro di mons. Raffaele Nogaro - Vescovo di Caserta

 

 

Amo la mia gente con le opere di misericordia

 Gesù è l'uomo per gli altri. Anch'io, suo apostolo, devo essere l'uomo per gli altri.
Sono personalmente convinto che oggi la chiesa è fortemente ancorata alla liturgia e alla evangelizzazione e meno sensibile alla carità, all'amore verso tutti gli uomini.Sogno una chiesa piena di Vangelo, che rende Gesù visibile dovunque.Gesù parla poco di questioni morali, mentre la sua condotta sembra “eccessivamente” misericordiosa. Non insiste mai sui precetti e sulle ideologie giustificatrici.Presentandosi come “Figlio dell'uomo”, non appare certo come il Dio dei poteri, delle istituzioni e dei sistemi, che creano le vittime e gli sfiduciati. Ma sta con coloro che piangono e che “hanno fame e sete di giustizia”.Non cerca i grandi templi, con lo scopo di onorare Dio, ma gli bastano “lo spirito e la verità” (Gv 4,23). Oggi una chiesa autoreferenziale confonde facilmente i suoi fini con i suoi interessi. Sembra si debba pensare che Dio è nella chiesa e pertanto il mondo esista per servire la chiesa e questa per difendere ad ogni costo se stessa. Invece Dio è nel mondo e la chiesa esiste per servire il mondo, creato da Dio e amato, e redento e perdonato da Lui. Questo mondo è il nostro mondo, è quello che Dio ci ha dato da amare. Non siamo qui per giudicarlo, ma per annunciargli il vangelo, cioè la salvezza e la felicità. Per Gesù i sabati, i templi, le filatterie, i precetti diventano totalmente secondari di fronte al dolore degli uomini. Gesù lascia le curie del potere e va nell'”orto”, dove egli suda il sangue dei poveri. L'opzione della chiesa dovrebbe ancora esser il predicare un cristianesimo di sequela, piuttosto che un cristianesimo di consumo. Non si può pensare che con più praticanti si salano più uomini.Se non esagero vorrei proporre oggi una chiesa di frontiera. La frontiera è fuori dal tempio. La frontiera è un luogo esposto. E' il luogo degli arrivi e delle partenze. E' il luogo dell'imprevisto, dell'inedito. E' il luogo dell'originale. E' il luogo dell'uomo sempre nuovo e sempre in attesa di una patria. Ma è anche il luogo di cristo. Non si può pensare qualcosa di più urgente e di più precario della Capanna della sua nascita. La chiesa è artigiana della pace, non solo della pace dei cuori, ma anche della pace che passa attraverso l'azione politica. Deve pregare per la pace, ma anche difendere l'uomo dal dominio incontrollato delle istituzioni e delle corporazioni, che rischiano di renderlo puro strumento della loro volontà di potenza. Deve intervenire per allargare gli ordinamenti democratici, che esprimono la sovranità popolare per rendere attiva sempre la libertà personale. Deve difendere l'uguaglianza tra gli uomini, impedire lo sfruttamento di una classe sull'altra, di un popolo su un altro e combattere apertamente l'onnipotenza del capitale e del profitto, della mafia e della camorra. Deve denunciare quelle scelte politiche che procurano la corsa agli armamenti e deve sostenere il disarmo progressivo. Deve solidarizzare con coloro che pongono gesti di doverosa protesta:obiezione di coscienza, marce per la pace, giudizi di illegalità per le spese militari…Deve combattere l'autoritarismo, le forme molteplici di violenza, la chiusura ideologica. L'esaltazione dei condottieri, il disprezzo per i vinti, il culto della razza, la magnificenza della patria, l'eurocentrismo non sono certamente elementi che rendono maturo e idoneo l'uomo del villaggio globale. La denuncia delle inadempienze radicali degli uomini e dalle intollerabili povertà di certe categorie sociali, non è sufficiente. E' necessario che la chiesa difenda i diritti e le attese dei poveri e dei bisognosi, intervenendo nelle forme più attente ed efficaci. Gesù con “la moltiplicazione dei pani” nutre le folle e le fa vivere nella speranza. La chiesa o è carità o è falsità. La chiesa è sempre e solo amare la gente.

 

 

Casa Rut

Quasi all'inizio del mio mandato a Caserta, ebbi modo di accogliere un gruppo di suore Orsoline. Divennero da subito la benedizione di Dio per la città e per il territorio. Nel campo dell'immigrazione esse stanno compiendo un'opera fondamentale mediante la “Comunità Rut”. E' una istituzione che instancabilmente prende dalle strade le ragazze immigrate schiavizzate per inserirle in un'opera di redenzione straordinaria. Presso la comunità queste ragazze infelici trovano famiglia e fanno famiglia. La comunità è riuscita anche a creare un laboratorio , una cooperativa sociale di lavoro, dove si producono manufatti di grande interesse e di valore commerciale. Nelle nostre terre manca l'imprenditoria tra i giovani e queste industrie pur elementari rappresentano un esempio e uno stimolo.

La comunità Rut per le nostre terre è effettivamente una permanente risurrezione di grazia e di vita. Se si pensa che in questi dieci anni ha raccolto e sistemato più di trecento donne abbandonate, si comprende come quest'opera sia di altissimo beneficio sociale. Io prego affinchè queste suore orsoline possano rimanere sempre nella nostra città “ la lampada sopra il moggio”.

 
Incontro a Casa Rut

 

 


Taglio del nastro durante l'inaugurazione del laboratorio di sartoria

 

 

 


la copertina del libro di Mons Nogaro