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“ il Responsorio della Pace ”
L'indignazione è la grande leva che innalza le responsabilità Mantiene a livelli di sicurezza la sensibilità universale E rompe tutte le cortine della malvagità e del'indifferenza L'indignazione è l'opposto della violenza. Non è mai denuncia di qualcuno, ma è una esecuzione di tutto il male che si fa all'uomo. E' la suprema urgenza dell'amore che impedisce alle valanghe dell'odio di distruggere i cuori. Non è la lotta violenta Ma è il grido di sdegno, talmente forte da confondere tutte le trame dell'infamia. Non essere più meschini, fino a riflettere “ormai non serve a niente”. Non essere più scettici, prudenti, furbi, non essere mai neutri, indifferenti, passivi, rassegnati. Noi sappiamo che milioni di sogni e speranze sono stati gettati nelle fosse comuni. Noi sappiamo che milioni di donne e bambini sono stati massacrati dalle insidie della giungla umana. Ma se noi rimaniamo vivi e amici sapremo ancora generare e costruire. Non c'è che un cielo per tutta la terra E non c'è che una pace per tutta la vita. La pace non c'è perché qualcuno me la dà, la pace c'è perché io la faccio. Ci sarà presto la pace perchè lavoriamo insieme per costruirla.
Ognuno di noi è persona, solo se accetta i giorni a venire con fede, con coraggio, con perseveranza, con gioia di ricominciare sempre, perché il bene è l'unica possibilità della storia. Il cammino dell'uomo e della donna è segnato sulle aurore. Sta a noi mantenerlo libero e spedito Nell'osanna della speranza umana Che è “piena di immortalità” . mons. Raffaele Nogaro
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