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Omelia del Padre Vescovo Ho vissuto in mezzo a grandi emozioni questi giorni, questi momenti, però, insieme è tanto bello poter dire: iniziamo un anno nuovo. Stamattina entrando qui uno mi ha detto che l'anno 2009 suona bene , non so per quale motivo, ma è bello sentire auspici favorevoli nei confronti del tempo che viene. Qualche volta mi commuovo all'inizio del nuovo anno, c'è il Mons. Esposito ,qui presente, è il cerimoniere del Cardinale di Napoli,ed è una strana combinazione che nel primo giorno dell'anno mi fa questa gratificazione. Io alle cerimonie non tengo molto, però ho anche il compenso delle persone che mi comprendono, mi accettano così, questo è bello. Io vorrei domandare, ieri ho anche sofferto, e forse sotto tanti versi soffro ancora, ma all'inizio dell'anno nuovo alla mia gente dico che bisogna avere il coraggio della fede , o per me più del coraggio della fede bisogna avere il coraggio della preghiera, il coraggio di saper incontrare il Signore,di sapere parlare con lui, di sapergli dire tutte quelle che sono le grandi aspirazioni del nostro cuore, io penso sia molto importante questo perché comunemente si usa fare l'augurio: buon anno ,data la circostanza. Ma l'anno è buono se noi lo facciamo buono, ecco forse non abbiamo mai dato sufficiente importanza a questa particolare identità del valore della persona umana nella storia, siamo noi che facciamo la storia e tutte le cose vanno bene se noi le facciamo andare bene. Tutto viene messo in una composizione sacra se noi abbiamo i buoni propositi di fare le cose bene, è tanto importante questo, io non posso dimenticare il sorriso di quell'uomo di Dio meraviglioso, era Giovanni XXIII, quando disse che “ Ecclesia est reformanda” spieghiamo le parole perché non sempre vengono recepite. La Chiesa deve essere riformata, ricambiata continuamente. Qualche cardinale, lo sentii io con le mie orecchie, disse ma quel Papa lì è pazzo, bisogna pregare perché Dio lo tolga; è impossibile che la Chiesa perfetta possa riformarsi, possa cambiare è impossibile. Il Papa dava i suoi suggerimenti e i cardinali non volevano capire, due o tre, in modo particolare, ma il Papa diceva che non è importante riformare la chiesa delle strutture, non è la struttura ,non è quel pulpito che fa la parola di Dio , siamo noi che facciamo la parola di Dio. Quando Giovanni XXIII insisteva “ Ecclesia sempre reformanda” diceva che bisogna che i cristiani cominciano a convertirsi. Siamo una banda di sbandati, nessuno ci qualifica nella nostra identità evangelica e bisogna che mettiamo la testa a posto, bisogna che ci convertiamo. La scorsa domenica il Vangelo di Giovanni comincia proprio come un pugno nello stomaco “convertitevi e credete nel Vangelo” cioè quello che vale nella storia è il cuore, bisogna cambiare,ecco quando Papa Giovanni disse ecclesia reformanda non diceva certamente che bisogna buttare giù San Pietro e rifare la chiesa, non lo pensava neanche lontanamente, diceva solo che tutti dobbiamo impegnarci a diventare nuovi, a pregare, a prendere contatto con il Signore. Del resto oggi il diacono mi ha commosso perché,non parlavamo erano solo battute, ma lui mi ha detto Paolo con Timoteo era esigente, anche Paolo fa come Giovanni XXIII ,dice a Timoteo suo amico più caro, al suo Vescovo, e lo dice prima di morire: ti raccomando, cerca di rivedere ogni giorno il dono che Dio ti ha fatto,badate è importante. A me povero prete, ma ad ognuno di voi il Signore ogni giorno fa un dono, perché il Signore ogni giorno è in comunicazione di grazia, però tu non devi lasciar dormire il dono di Dio. Ecco noi abbiamo la chiesa in un modo spaventoso, se Paolo dice stai attento al dono che Dio ti ha fatto, cioè prendilo in mano, valutalo,,meditalo, vedi cosa esige, vedi come devi convertirti, come devi cambiare, vedi come devi far la chiesa nuova ,non lasciar dormire. E io ringrazio per la battuta che ha fatto il diacono su Timoteo, perché io ho sempre il tormento di essere ormai stanco,decadente, smarrito ,vanitoso invece bisogna riprendersi cioè tu devi rivedere, cioè impegnarti a essere il dono che Dio ti ha fatto , a metterlo in pratica, a non lasciarlo dormire. Ritornando a Paolo tremenda ed è sconvolgente la Parola , soltanto perché tu l'hai fatta fruttificare avrai tutta la ricompensa di Dio, e invece tu non l'hai fatta fruttificare e vieni buttato via. Gesù è buono, infinita bontà ma è esigente ed ecco allora il significato dell'anno nuovo: l'anno nuovo che non viene di conseguenza perché siamo al 2009, non cammina per conto suo, l'anno nuovo lo facciamo noi, convertendoci, diventando dono di Dio. È una cosa importantissima, provate ad immaginare soltanto il mondo d'oggi, anche adesso sento l'indignazione dei giovani per la scuola, forse giustamente, e si parlava dei diritti, l'altro giorno ebbi occasione di parlare con solennità dei diritti dell'umanità, perché tutti gli uomini hanno gli stessi diritti e dicevamo che 60 anni fa c'è stata questa grande dichiarazione, ma la storia dell'uomo, la nostra vita non è fatta di diritti è fatta di doveri. Non è fatta di ricerca di comodità, di ricerca del benessere , è fatta di impegno, è fatta di serietà, è fatta di doveri, potessimo tenere presente questo . Prendiamo in mano le prime pagine del Vangelo , vale la pena, la stessa preghiera di Gesù ci raccomanda era la sua esigenza, sia fatta la tua volontà qui da me, da me poveretto, come in cielo, perdona a noi i nostri debiti come noi perdoniamo,ecco il grande impegno cioè noi siamo totalmente impegnati a fare il bene a tutti e siccome facciamo il bene di tutti allora Dio ci perdona, Dio ci aiuta, Dio compie il suo dovere verso di noi; perché noi abbiamo ,al di là del diritto, guardate è una società che così concepita non si salva,se noi pensiamo soltanto ai diritti noi siamo completamente sfasati. Andando a casa per gioia, solo per gioia, iniziate l'anno prendendo in mano il Vangelo di Matteo, che è bellissimo, il capitolo 5° e leggete solo il capitolo delle beatitudini: beati quelli che soffrono, beati i perseguitati per amore della giustizia, ma questo è un discorso pazzo, ricordate il discorso della salvezza, il discorso della redenzione,noi dobbiamo essere in grado di compiere il nostro dovere fino al sacrificio della croce e allora la vita si distende in santità, in speranza, in bellezza ,in fiducia , in coraggio. Il coraggio del 2009, l'anno del coraggio perché abbiamo tutta la potenza di Dio assieme a noi. È importante che prendiamo in considerazione questi concetti, miei cari, tanto più che non siamo soli, guardate la novità della Chiesa, oggi ha messo come patrona, come protettrice, la gran madre di Dio, la madre Maria santissima. Ecco noi possiamo continuamente cadere, noi possiamo non fare il nostro dovere e pretendere soltanto i nostri diritti,essere fallimentari, possiamo fare del male continuamente a nostri amici che ci stanno accanto, senza volere magari , però ogni giorno abbiamo la protettrice, la madre. La madre l'ha data in consegna ad ognuno di noi , ricordate ai piedi della croce, e la mette fissa all'inizio dell'anno, per te, per me, per ognuno di noi è la madre, e la madre che non sa dire di no a un figliolo, anche se è uno scapestrato,che bello vedere che alla sera anche ad un giovane che ha sbagliato, che l'ha fatta grossa :<peggio di così non potevo fare mamma, ma tu comprendi>. È la comprensione sicura, ed ecco allora che abbiamo nella storia la dinamica del nostro cuore è dinamica di Dio che ci porta ad essere sempre felici.
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