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| Dacia Maraini – La scintilla dell'amore Un gran segno di giovinezza e freschezza quello di credere nel cambiamento. Sono i giovani che osano sperare. Perché hanno il futuro davanti. Gli anziani più che sperare si adeguano. Anche perché ne hanno viste troppe, perché pensano di aver mangiato la foglia, perché non si fidano più di nessuno e dubitano di ogni progetto nuovo chiamandolo velleitario. Per credere nel cambiamento bisogna innamorarsi. Innamorarsi di una idea, di una persona, di una possibilità. Gli anziani di testa, coloro che credono di saperla più lunga degli altri, dicono: vedrete, passerà presto e si troveranno in mano solo cenere. Costoro si impediscono ogni amore considerandolo un cedimento all'imprevisto, al rischio, all'ignoto. E' possibile in effetti che l'amore finisca nella delusione. Il mondo è una “valle di lacrime” come ha detto qualcuno, e governarlo è difficilissimo. Eppure, nonostante la consapevolezza dell'imperfezione umana, l'amore, con tutte le energie che mette in moto è necessario agli umani. Prima di tutto per rigenerarsi. Abbiamo tutti bisogno di innamorarci e di credere nella persona che amiamo per gettare via le vecchie macerie di cui è ingombro il nostro cuore appesantito dall'esperienza. Abbiamo bisogno di provare incanto e fiducia per sentirci trasformare e trasfigurare. Uscire dalle rotaie, muoversi liberi per una volta senza farsi impelagare dai meschini calcoli del tornaconto. I miracoli non avvengono, è vero, ma l'amore ha qualcosa di miracoloso. E l'amore di un popolo verso il proprio futuro è talmente straordinario da smuovere le montagne. Barack Obama ha saputo suscitare questa fiducia e gli dobbiamo essere grati. Sono sentimenti che raramente toccano un popolo, soprattutto così potente. Barack Obama ha mostrato di parlare un linguaggio diverso dal politichese. Ha commosso chi lo ascoltava mostrandosi idealista, generoso, attento agli altri, con un senso della giustizia preciso e limpido. Ha incantato con quel tanto di candore che accompagnato alla politica sorprende sempre. E' ingenuo ma consapevole, ingenuo ma realista. I suoi sogni sono condivisibili. E non sono sogni di onnipotenza. Dacia Maraini
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