Dal Giornale Ideale – febbraio 2002

Dacia Maraini

Cara Ruth

 


Una donna piccola e indomita. La faccia severa, le braccia sempre in moto, le scarpe basse e le gonne lunghe.

Si chiama suor Rita. E dirige a Caserta”Casa Rut”, un rifugio per chi vuole abbandonare la strada. E' stata un'altra casertana coraggiosa, Elisa D'Andria, che mi ha accompagnato all'appartamento in mezzo ai vicoli.

Un portone modesto, dalle scale povere ma pulite. Una porta che si apre timidamente. Delle facce incuriosite. Mi trovo in mezzo ad un gruppo di giovanissime: vengono dalla Nigeria, dalla Romania, dall'Albania. Sono approdate in Italia inseguendo delle promesse di lavoro.

Si sono trovate per strada, ricattate da giovani di pochi scrupoli. Alcune sono state vendute una, due , tre volte a gruppi diversi di sfruttatori. Sono state picchiate, umiliate, stuprate.

Mi sorridono e mi raccontano della loro vita che è cambiata drasticamente grazie a suor Rita. Sono vestire decorosamente. Hanno le unghie laccate e le facce truccate con cura. Qui lavorano per la Comunità.

Poi leggono, preparano da mangiare, si divertono anche, ballano, ridono. Non hanno obblighi, se non quelli di rispettare la libertà delle altre.

Suor Rita, che è una via di mezzo fra la cugina affettuosa e la mamma attenta, si fa ben volere da tutte. Parlando con lei ci si dimentica che è una suora. Non ha niente di bigotto o di retrivo, come si immagina a volte (sbagliando) delle suore.

E' una giovane donna snella, con la faccia e le mani sciupate dalle preoccupazioni e dal tanto lavoro. Rischia la vita ma non se ne fa un cruccio. Appena può, si inoltra intrepida nelle zone più malfamate della città, proponendosi a chi ha bisogno di aiuto.

Non ha paura di niente e di nessuno. Parla alle ragazze come se fossero compagne di scuola. Non ama le prediche e i sospiri. Si rimbocca le maniche per aiutare concretamente le più povere, le più disperate.

Ecco, in Italia succedono anche questi miracoli. In mezzo ad un mare di egoisti, rabbiosi, musoni, profittatori, violenti, ciechi e sordi alle sofferenze altrui, si trova una donna che si dedica agli altri senza chiedere nulla in cambio, con piglio e allegria.

Se vi capita di andare a Caserta chiedete di Casa Rut e di suor Rita. Vale la pena di conoscerla.

 

Dacia Maraini.