La testimonianza di Casa Rut
alla veglia Missionaria della Diocesi di Vicenza

 

Il Vangelo dell'amore ci chiede il coraggio di una risposta

Articolo tratto da "La Voce dei Berici" - domenica 11 ottobre 2009

 

 

Un segno per ricordare...



Manufatto realizzato da giovani donne che hanno creduto e credono nella possibilità di una “nuova speranza” e insieme a noi hanno dato vita ad una Cooperativa Sociale di lavoro – “neWhope” attraverso l'attivazione di un laboratorio di sartoria etnica.

 

Il portamonete, subito richiama in noi l'immagine del denaro. Il potere dato al denaro che oggi più che mai sta trasformando tutto, il nostro agire, le nostre vite, i nostri sogni, in una logica di mercato, di mercificazione. Queste giovani donne hanno sperimentato nella loro vita, sul loro corpo, la violenza devastante di questo simbolo del potere, il denaro.

Questa sera questo piccolo manufatto viene consegnato a ognuno di voi… è vuoto…è leggero…

Ma quando è nelle nostre/vostre mani sentiamo quanto potrebbe essere pesante, drammaticamente pesante. Sentiamo quanto è grande in noi il bisogno di liberazione. Sentiamo l'urgenza di attraversare i confini, spesso segnati con filo spinato e che ci abitano dentro, per lasciare dietro di noi i tanti nostri piccoli o grandi poteri, pregiudizi, paure, indifferenze, ecc…

Allora questo piccolo portamonete, nelle nostre mani, può e deve diventare il “potere di un segno” che concretamente parla di dignità, di giustizia solidale, di vita e di sempre nuova speranza.