27 Gennaio 2011 - festa di Santa Angela Merici


- La forza dell'unità

 

"Sappiate che adesso sono più viva di quanto non lo fossi quando ero in vita"
Ricordi, prologo, 23


A partire dai "Ricordi" di Angela Merici, la comunità Rut ha vissuto la festa della Santa nel segno dell'unità, della fratellanza e della amicizia con le tante 'presenze amiche' e in particolare, nella serata, un momento di convivialità con i fratelli Sacramentini: P. Mario, Pierangelo e Giorgio della Comunità di Casa Zaccheo e due amiche, Silvana e Lucia, venute da Pavia per conoscere e condividere l'esperienza di Casa Rut

 

Signore, fammi strumento delle tue mani
Signore,
vuoi le mie mani per passare questa giornata
aiutando i poveri e i malati che ne hanno bisogno?
Signore, oggi ti do le mie mani.

Signore,
vuoi i miei piedi per passare questa giornata
visitando coloro che hanno bisogno di un amico?
Signore, oggi ti do i miei piedi.

Signore,
vuoi la mia voce per passare questa giornata
parlando con quelli che hanno bisogno di parole d'amore?
Signore, oggi ti do la mia voce.

Signore,
vuoi il mio cuore per passare questa giornata
amando ogni uomo solo perchè è un uomo?
Signore, oggi ti do il mio cuore

Nel giorno di Santa Angela Merici, i fratelli di Casa Zaccheo

Carissime tutte;
grazie per la vostra ospitalità e per l'amicizia che abbiamo vissuto con voi. Questi giorni di condivisione ci hanno fatto capire che il Vangelo ci permette di avere lo stesso sogno e che insieme, sia pur in posti diversi, lo si può realizzare.
Ora le nostre vite si sono incontrate e ... lasciamo fare a Lui!
Pregate per noi e anche noi vi ricordiamo. Un abbraccio a ciascuna. Lucia e Silvana

 

- Il coraggio della trasparenza

La testimonianza si Sant'Angela si rivela come trasparenza di gesti e parole; gesti che esprimono un servire la vita dell'altra/o ; parole che dicono la sua scelta di vita cristiana e la sua presa di posizione decisa e pubblica in particolare in favore delle donne, la classe sociale allora considerata debole

Lettera aperta della Comunità Rut
Caserta, 27 gennaio 2011

 Se verrete a conoscere chiaramente
che sono in pericolo la salvezza e l'onestà delle figliole,
non dovrete per niente consentire, né sopportare, né aver riguardo alcuno,
se non potrete provvedere voi,
ricorrete alle madri principali e, senza riguardo alcuno,
siate insistenti, anche importune e fastidiose
”(S.Angela Merici).

 

Da anni, insieme a tre mie consorelle (suore Orsoline del S. Cuore di Maria), sono impegnata in un territorio a dire di molti ‘senza speranza'. Un territorio, quello casertano, sempre più in ginocchio per il suo grave degrado ambientale, sociale e culturale, dove anche la piaga dello sfruttamento sessuale, perpetrato a danno di tante giovani donne migranti, è assai presente con i suoi segni di violenza e di vera schiavitù.
Come donna, come consacrata, provocata dal Vangelo di Gesù che parla di liberazione e di speranza, insieme alle mie consorelle, ho scelto di ‘farmi presenza amica' accanto a queste giovani donne straniere, spesso minorenni, per offrire loro il vino della speranza, il pane della vita e il profumo della dignità. Oggi, osservando il volto di Susan chinarsi e illuminarsi nel volto del suo piccolo Francis, scelto e accolto con amore, ripensando alla sua storia, una tra le tante storie accolte, la quale ancora bambina (16 anni) si è trovata sulle nostre strade come merce da comprare, da violare e da usare da parte di tanti uomini italiani, sono stata assalita da un sentimento di profonda vergogna, ma anche di rabbia.
Ho sentito il bisogno, come donna, come consacrata e come cittadina italiana, di chiedere perdono a Susan per l'indecoroso spettacolo a cui tutti, in questi giorni, stiamo assistendo. E non solo a Susan, ma anche alle tante donne che hanno trovato aiuto e liberazione e alle tante, troppe, donne ancora schiave sulle nostre strade. Ma anche ai numerosi volontari e ai tanti giovani che insieme a noi religiose credono nel valore della persone, in particolare della donna, riconosciuta e rispettata nella sua dignità e libertà.
Sono sconcertata nell'assistere come da ‘ville' del potere alcuni rappresentanti del governo, eletti per cercare e fare unicamente il bene per il nostro Paese, soprattutto in un momento di così grave crisi, offendano, umilino e deturpino l'immagine della donna. Inquieta vedere esercitare un potere in maniera così sfacciata e arrogante che riduce la donna a merce e dove fiumi di denaro e di promesse intrecciano corpi trasformati in oggetti di godimento.

Di fronte a tale e tanto spettacolo l'indignazione è grande!

Come non andare con la mente all'immagine di un altro ‘palazzo' del potere dove circa 2000 anni fa al potente di turno, incarnato nel re Erode, il Battista gridò con tutta la sua voce: “non ti è lecito, non ti è lecito!” Anch'io oggi, anche a nome di Susan, sento di alzare la mia voce e dire ai nostri potenti, agli Erodi di turno, non ti è lecito! Non ti è lecito offendere e umiliare la ‘bellezza' della donna; non ti è lecito trasformare le relazioni in merce di scambio guidate da interessi e denaro; e soprattutto oggi non ti è lecito soffocare il cammino dei giovani nei loro desideri di autenticità, di bellezza, di trasparenza, di onesta; tutto questo è il tradimento del Vangelo, della vita e della speranza!
Ma davanti a questo spettacolo una domanda mi rode dentro: dove sono gli uomini, dove sono i maschi? Poche sono le loro voci, anche dei credenti, che si alzano chiare e forti. Nei loro silenzi c'è ancora troppa omertà, nascosta compiacenza e forse sottile invidia. Credo che dentro questo mondo maschile, dove le relazioni e i rapporti sono spesso esercitati nel segno del potere, c'è un grande bisogno di liberazione.

E allora grazie a te Susan, sorella e amica, per aver dato voce alla mia e nostra indignazione, ora posso, come donna consacrata e come cittadina, guardarti negli occhi e insieme al piccolo Francis respirare il profumo della dignità e della libertà.

Sr. Rita e sorelle comunità Rut

 

 

 

 



Angela Merici nata nel 1474 a Desenzano del Garda (BS) in un periodo storico travagliato e di forte limitazione per la donna.
Dal suo colloquio con Dio e dall'ascolto dei desideri inespressi di molte donne, si fa strada in Angela la profezia di leggere e interpretare i segni del suo tempo, specialmente riguardo la condizione femminile. E inizia un cammino nuovo per le donne dell'epoca. Rischia, compromettendosi nelle maglie di un rigiudo sistema civile e religioso, ma sempre in obbedienza allo Spirito, e avvia una nuova modalità di esistenza della donna nella Chiesa e nella società, svincolata dall'autorità maschile e con la novità di un magistero autorevole al femminile.
Fonda la Compagnia di Sant'Orsola (dette Orsoline) una istituzione laica che permette alle ragazze di consacrarsi a Dio senza entrare in un monastero ma restando nel mondo e nella propria casa.

 

 

 

 

"e soprattutto: obbedire ai consigli e alle ispirazioni che di continuo ci suscita nel cuore lo Spirito Santo"
Angela Merici, Regola