Racconti di Vita...

Due settimane trascorse a Casa Rut - le esperienze di Giorgia e Valentina da Vicenza


Non è facile parlare di me, di ciò che provo, delle scelte che decido di intraprendere, ma questa volta lo faccio, per trattare l'esperienza che ho vissuto in questi giorni … e ne vale la pena!

E' da diversi anni che sono in contatto con le suore Orsoline di Breganze (VI) dato che io e altre compagne le aiutavamo ad organizzare delle giornate o serate per qualche evento.E proprio in uno di questi incontri ho sentito parlare una ragazza che aveva trascorso un mese di volontariato in Mozambico. Il suo racconto mi ha resa molto partecipe e mi ha emozionata, toccava argomenti quali le vere cose che contano nella vita, le persone che riescono a trasmetterti gioia e a farti crescere. E cosi, incuriosita, ho deciso di informarmi meglio tramite Suor Beatrice (referente principale della casa madre delle suore di Breganze) che assieme a Suor Andreina, hanno accolto con molta gioia il mio desiderio e si sono subito date da fare per fissare delle date nelle quali incontrarsi e riflettere. Con me anche altri ragazzi: Elena, Chiara ed Enrica. La voglia di affrontare una esperienza di volontariato in Mozambico ci stava a cuore da settembre scorso e ci incontravamo mensilmente per prepararci psicologicamente a quello che dovevamo affrontare. Abbiamo anche cominciato un corso di portoghese per imparare la lingua.

Confrontarmi con le suore mi è stato molto d'aiuto e mi ha fatto maturare, ma soprattutto mi ha fatto capire che non era il Mozambico quello che mi serviva in questo particolare momento della mia vita, ma bensì un'esperienza più vicina, più breve, e non così talmente diversa dal mio quotidiano. Ciò di cui avevo bisogno era CASA RUT.
Volevo riuscire a capire i veri valori della vita, ciò che conta davvero, volevo dare una svolta alle mie giornate passate a studiare e solo studiare, volevo entrare nella vera vita. Così lasciate Chiara ed Elena (che sono partile per l'Amazzonia) contattata da Suor Rita e accompagnata dalla mia grande amica Valentina, lunedì 14 giugno pochi giorni dopo la fine sella scuola, dopo aver messo l'indispensabile in valigia, siamo partite per Caserta.

Il viaggio è stato lungo ma arrivate e aperta la porta marrone al varco di Casa Rut l'emozione è stata forte e l'accoglienza non di meno! Le suore avevano preparato la nostra cameretta, tanto da farci sentire quasi come a casa nostra.
I primi giorni non sono stati così facili, forse perché prima di partire le mie aspettative erano state troppo elevate o forse perché ero preoccupare di dire e fare le cose più giuste e dare il meglio di me. Le ragazze non ci davano molta confidenza. Noi cercavamo di fare loro delle domande ma era difficile, sembrava un po' come se io e Valentina fossimo arrivate da un altro mondo un mondo dove le cose vanno per il verso giusto, dove non ci sono problemi. Ma io volevo far capire loro che non era così che si sbagliavano, che i problemi ce li ho, eccome! Che la mia famiglia non è cosi unita come invece ho sempre sperato, che anche io ho passato un brutto periodo, chiusa in me stessa, dove davanti a me non vedevo altro che vuoto e buio.

Certo, ho avuto la fortuna di non nascere in Africa o in Amazzonia, ma se ho deciso di intraprendere una tale esperienza è proprio per cercare di avvicinarmi alle loro problematiche. Ho iniziato, così, a non pensare troppo a quello che facevo, a ‘mettere' tutta me stessa in questa situazione. Mi sono prima avvicinata ai bimbi che resteranno sempre nel mio cuoricino, anche se così piccoli, mi hanno trasmetto molta gioia. Svegliarmi al mattino e vedere il sorriso stampato sui loro volti mi faceva stare meglio, mi faceva dimenticare i problemi lasciati a casa. Alla sera, poi abbiamo cominciato ad andare nel salotto dell'appartamento delle ragazze. Non c'erano grandi discorsi, si guardava la TV. Ogni tanto ridevano tra loro, parlando nella loro lingua, io e Valentina ridevamo senza sapere il perché, ma consapevoli che l'importante era essere lì insieme a loro, essere accettate.

Sono trascorse due settimane senza rendermene conto, assaporando ogni istante del momento che stavo vivendo. Ho conosciuto tante persone: Marilena, Angela, Antonella, Anna e Valentina che sono state cosi gentili e ospitali da farci visitare Napoli e dintorni; Pierangelo che mi ha fatto vivere in modo diverso ( e soprattutto migliore) la Santa Messa. A Casa Rut mi sono trovata come in una grande famiglia, sono rimasta sorpresa nel vedere l'autonomia delle ragazze, la forza con la quale suor Rita riesce a gestire ogni minima cosa.

Spero di essere riuscita a fare uscire la persona che sono e di aver fatto capire alle ragazze che ero qui per cercare di essere vicina a loro, di essere solidale, non caritatevole.

Mentre io torno a casa con un bagaglio grande grande, più vicina a quelle che sono le problematiche della tratta e della prostituzione (che prima non mi erano chiare); consapevole dell'immenso lavoro che ogni giorno le suore compiono per riuscire a garantire una vita migliore a tutte queste donne immigrate, e felice di essermi resta conto che c'è una parte di mondo che soffre e che deve essere aiutata.

Giorgia


il sorriso di Giorgia

 


Al ristorante Casa Rut: Giorgia con Valentina, amica di Casa Rut

 

 


 

Non penso che esistano parole che riescano a descrivere ciò che questa esperienza mi ha trasmesso. Ogni momento passato a Casa Rut è stato molto importante , in qualche modo unico e irripetibile.

Appena arrivata mi sono sentita accolta e ben voluta, e di questo devo ringraziare suor Rita, suor Silvana e suor Lorenza che sono state sempre disponibili.

Ogni giorno ringrazio Dio di avermi fatto incontrare le ragazze di Casa Rut, persone fantastiche, disponibili, forse non da subito aperte ma con il passare dei giorni sono riuscita a conquistare un po' della loro fiducia. Penso che siano donne da ammirare e da prendere come esempio, perché nei loro occhi si vede la grinta e il coraggio che le hanno rese libere da una schiavitù orribile.

Mi hanno insegnato molto queste donne, a non mollare mai, a sorridere anche se il mondo intorno a noi può essere crudele. Mi hanno insegnato a non dare importanza solo alle cose futili, mi hanno fatto aprire gli occhi, che il mondo è diverso da come lo descrive la TV, che ci sono donne obbligate a prostituirsi, che vengono vendute e rivendute da gente senza pietà, mi hanno fatto vivere tante emozioni, con i loro bambini fanno parte della mia vita e da parte mia avranno sempre molto rispetto.

Questa esperienza è ormai giunta al termine e so già che mi mancheranno… mi mancherà mangiare con loro, mi mancherà sentirle parlare in inglese- anche se non capivo niente- ma soprattutto mi mancheranno perché ormai le sento mie amiche. Mentre scrivo, mi commuovo, perché oggi ho scoperto un lato della felicità che ancora non conoscevo…

Grazie a Sr Rita perché di donne così speciali ne esistono veramente poche.

Vi voglio bene!

Con affetto, Valentina


La commozione di Valentina: i segni della partenza si fanno evidenti- casa Rut continua a ‘toccare' i cuori e la vita.

 

 

 

 

 

“La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un inno, cantalo.

La vita è la vita, difendila”.

Madre Teresa