Il sogno di Dio: fare casa insieme a tutti i figli della terra, ha trovato una sua 'manifestazione' domenica 17 gennaio 2010 - Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato - con la celebrazione del Battesimo dato a sette bambini di Casa Rut nella Cattedrale di Caserta.
Grande la commozione e la gioia vissute, intenso il paltpito di fraternità condiviso e partecipato da tutti: mamme, padri, madrine e padrini, numerose persone amiche, giovani scout e del coro della Cattedrale, amici sacerdoti e religiosi.Tutti sentivamo in quel palpito di vera fraternità che anche Dio si compiaceva di questa sua grande famiglia.
Già nella celebrazione eucaristica del mattino padre Raffaele Nogaro, Vescovo emerito, nel dare l'annuncio dell'evento e nell'invitare l'assembela a partecipare, aveva usato una immagine toccante: "nel segno del battesimo dato a questi piccoli - aveva detto - c'è il bacio di Dio".
Con questa immagine di tenerezza e di vita scolpita nel cuore, l'invito di Gesù "lasciate che i bambini vengano a me Mc 10,14" ha accompagnato e dato profondità alla celebrazione.
Padre Mario, della comunità Zaccheo dei padri sacramentini, che ha accompagnato il cammino di preparazione delle mamme e delle madrine e padrini, ha presieduto la celebrazione in un clima di serenità, di partecipazione e di fede.
Significativa la presenza del Vescovo mons. Pietro Farina per un saluto e un augurio iniziale, manifestando la sua gioia e la sua commozione. Arrivato in anticipo rispetto all'orario di inizio della celebrazione, ha avuto modo, stando in disparte, di assistere compiaciuto ai preparativi. Era bello vedere il suo volto illuminarsi di un sorriso contemplando le corse, le smorfie, e le tante affettuosità che questi bambini dispensavano a tutti con spontaneità.
Anche il momento in cui ogni madrina o padrino ha innalzato a Dio una preghiera per il "figlio" che gli è stato donato, con l'impegno di accompagnarlo nel cammino di crescita e di fede è stato toccante.
Dio chiama ciascuno per nome e ogni figlio della terra, a qualsiasi razza, colore, cultura e religione appartenga è il Suo compiacimento.
Al termine della celebrazione tutti sentivamo nel cuore il canto della gioia e del ringraziamento a Dio per il dono di questi bimbi: Renato Emanuele, Faith, James, Precious, Esosa, Chiara e Richy che sono per tutti noi il segno della speranza.
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Alcune testimonianze di madrine e padrino..
“Titti, vuoi essere la madrina di Renato Emanuele?”
Questa semplice domanda di Yethedin, la giovane donna della Costa d'Avorio che da qualche mese vive nel mio stesso palazzo e fa il tirocinio presso la cooperativa neWhope, ha scatenato in me, da subito, una serie di emozioni abbastanza confuse. Mi sono chiesta che cosa significasse per lei la scelta fatta ma, soprattutto, come avrei potuto mettere in atto il ruolo affidatomi, di collaborare con la mamma a crescere ed educare il bambino ai valori universali del bene, della giustizia e della libertà. Infatti ero molto scossa dall'episodio di Rosarno dal quale è emerso quanto vaga sia ancora la percezione di “ giustizia” e quanto la “fede” sbandierata ai quattro venti non sia vissuta come la vocazione di amare il prossimo, di capire, trattare con dignità e rispetto gli altri. Una regola semplice quella della fede , ma anche una delle più impegnative: trattare gli altri come vorremmo essere trattati! Una regola che ci richiede non soltanto di credere,.. ma di fare, ..di dare una parte di noi stessi affinché tutti possiamo vivere una vita piena. Mi è bastato guardare gli occhi di Renato Emanuele e il suo sorriso per capire che racchiudono un desiderio di amore che non può essere ignorato e nella sua entusiastica partecipazione ai canti della celebrazione, ballando e battendo le manine, ho visto che il mio sogno è che ogni persona abbia gioia e felicità su questa terra.
Per questo la mia preghiera è stata: “perché Renato Emanuele cresca sano e forte, nel corpo e nello spirito, accompagnato da tutti i membri di questa comunità che oggi lo accoglie e possa vivere, da uomo libero in una società fondata sulla fraternità e sulla giustizia”. Titti
“Ti preghiamo Signore perché Faith, con la forza del suo sorriso, possa essere sempre testimone della vita nuova in Cristo e della speranza di salvezza per tutti”. Questa è stata la mia preghiera dei fedeli dedicata alla mia figlioccia Faith.
Quando mi è stato chiesto di fare da madrina per il suo battesimo da mamma Elisabeth, mi sono sentita onorata e nello stesso tempo impaurita e per l'impegno che stavo assumendo, ma davanti lo sguardo di Faith tutte le mie paure e perplessità sono svanite: come potevo rifiutare di starle accanto in una scelta cosi importante?
Ieri nel Duomo, l'emozione è stata tanta: tanti volti, tante storie, esperienze diversa ma tutti lì trepidanti e felici di celebrare il battesimo, per sette piccoli tesori. Ero emozionata, non connettevo; anche Faith era confusa, forse spaventata da quella nuova situazione e non si staccava dall'abbraccio di mamma Elisabeth. Ma ecco, dopo il Battesimo e l'unzione col Crisma, il suo sorriso è tornato a splendere e la tensione ha lasciato spazio alla serenità di chi è immerso in una atmosfera di gioia. La candela, simbolo della luce, è diventato per alcuni istanti motivo di gioco tra noi ed anche in me è tornata la calma.
Ma ora è iniziato un nuovo cammino:
-per Faith che dovrà imparare ad amare consapevolmente Dio e soprattutto il suo prossimo, usando tutta la sua forza: la forza del suo sorriso che illumina e riscalda chiunque lo riceve;
- per mamma Elisabeth che dopo anni di difficoltà e tristezza può trovare speranza e gioia nella sua “FEDE” e nella vita nuova che sta vivendo aiutatat da amiche, amici e sorelle e fratelli in Cristo;
-per me che spero di essere,con l'aiuto di Dio una chiara testimone di fede. Alina
Grande gioia, emozioni palpabili, ma soprattutto grande semplicità e spontaneità nell'evento che ieri pomeriggio ha concluso la giornata del migrante qui a Caserta e cioè il Battesimo di sette bimbi africani, le cui mamme sono state accolte in Casa Rut. Anche per me, amica di Casa Rut e della Cooperativa Newhope è stata un'opportunità unica, in quanto sono stata scelta come madrina di una delle piccole. Confesso di essere stata molto lusingata quando ho sputo della cosa, anche se nel profondo del mio cuore lo desideravo tanto, avendo vissuto di persona la nascita di Precious, l'ho sentita un po' mia da subito.
I battesimi hanno ricevuto l'accoglienza del nostro padre Vescovo, che ha manifestato tutta la sua partecipazione e calore per questo momento, vissuto in piena comunione tra tutti i presenti. E questo è molto bello, specialmente perché tante culture e lingue si sono ritrovate insieme in una perfetta condivisione ed armonia.
Naturalmente la componente più bella sono stati i bambini, esemplari nella partecipazione e nella loro disarmante vivacità.
Per me è stata un'esperienza unica e carica di significato che mi accompagnerà ogni giorno della mia vita. Per questo ringrazio tutti, dalle suore di Casa Rut , agli amici africani, a tutti i laici amici di Casa Rut e Cooperativa Newhope. Ai padri Sacramentini. Questa è la mia preghiera: "per la piccola Precious Angela , affinchè diventi, come Cristo, luce, che illumina ogni donna e uomo che incontri nel suo cammino di vita". Antonella
Quando alcuni giorni prima del Battesimo Honey mi ha chiesto di fare il padrino del piccolo Richy, ho avuto un attimo di titubanza, comprendendo la responsabilità che mi veniva chiesta, ma poi ho accettato con gioia, .E domenica vedendo Richy che correva felice in chiesa ho pensato che quella era una bellissima immagine per richiamare quello che stavamo celebrando.Il dono del Battesimo che Richy stava ricevendo insieme alla sorellina Chiara e agli altri bimbi esprimeva un'idea molto bella:
"Dio ti proteggerà sempre, caro bimbo, per tutta la tua vita,
ma ti lascerà sempre libero di camminare dentro il mondo;
sarai tu a scegliere ogni giorno con coraggio ciò che è giusto per te,
libero di amare sapendo di essere avvolto dal suo Amore.
Ed io, come padrino, sarò chiamato a sostenere tua mamma e tuo papà,
nell'accompagnarti in questo cammino di libertà"
Quanti segni e quanti gesti sono stati compiuti domenica...
Richy e gli altri bimbi hanno avuto la pazienza e la bontà di lasciarsi addomesticare, fiduciosi di una cosa: che le persone attorno a loro erano lì per loro, volevano il loro bene. Si sono sentiti sicuri e si sono affidati: tante persone li hanno avvolti di tenerezza e commozione, facendo loro sentire l'Amore stesso di Dio. Padre Giorgio
Una famiglia nigeriana nel cuore della città di Caserta: Emy, il papà; Oni, la mamma; Richi, primogenito di due anni; Chiara, sei mesi. Una famiglia visibile nella discrezione, quasi nel silenzio. A parlare è la loro vita: l'impegno e il sacrificio quotidiano dell'onesto lavoro; la responsabilità genitoriale; l'amicizia e la cordialità; la gioia di donarsi e di donare. Sul volto il sorriso nasconde ogni fatica e dolore. Una famiglia che testimonia le tappe fondamentali di un percorso di crescita e di integrazione cominciato a Casa Rut.
Negli ultimi anni donne emigranti diventano madri. Madri “altrove”… in una nuova terra, in una nuova cultura. Così, l'accoglienza delle Suore Orsoline assume un volto Materno e diviene accoglienza della Vita. In questo momento storico il cammino di crescita e di integrazione si dilata e abbraccia i bambini, i genitori, la coppia, la famiglia d'origine.La responsabilità coinvolge tutti noi, non può essere limitata alla fatica quotidiana della sola Comunità. Interpella la Chiesa, a cui viene chiesto il Battesimo di alcuni bambini. Interpella noi, scelti come padrini e madrine per un sostegno e un accompagnamento non solo di vita, ma anche di educazione e di crescita nella Fede.Un figlio è vita, progettualità, speranza. La donna, la coppia, la famiglia migrante ci comunicano non solo il percorso di inserimento nella nostra cultura ma anche la realizzazione di un equilibrio armonico tra le proprie radici e i nuovi contesti di vita in cui costruire il futuro. Si rivelano non soltanto custodi della propria tradizione, ma anche portatrici di novità e di cambiamento nella comunità che le accoglie.Ora chiedono un sostegno di fede. Ne comprendono il valore, vogliono che i loro figli crescano come figli di Dio. I battesimi di domenica, anche grazie alla presenza del Vescovo Farina, ne sono visibile testimonianza. Divento così madrina della piccola Chiara. Una chiamata, un nuovo impegno di vita. Per lei rivolgo a Dio questa preghiera: “Perché Chiara possa progredire e crescere in età, sapienza e grazia e realizzare nella sua vita la pienezza del tuo Amore!” Assunta
Quando Jumi mi ha chiamata per chiedermi se ero disposta ad essere la madrina di James, per il suo battesimo, non ho avuto alcuna perplessità. “Si, con molto piacere”, e' stata la mia immediata risposta. Quando ho attaccato il telefono mi sono fermata un po', con me stessa, a riflettere sul mio incontro con Jumi e James, sui mesi che avevamo vissuto insieme, le preoccupazioni che avevamo condiviso, le confidenze, le paure (come quando James, cadendo, si ruppe il braccio), la gioia di vedere piccoli passi avanti nel loro cammino. E l'esperienza di sentirmi madre e sorella, ed il piacere, quando aprivo la porta di casa, al ritorno dal lavoro, di sentire quella vocina che felice mi chiamava correndomi incontro. Realmente la vita ci apre ad incontri che non avremmo mai immaginato! Ora Jumi mi chiedeva una ufficiale continuità e maggiore coinvolgimento nella crescita di James, e non solo, ma nella sua crescita come figlio di Dio. Ero proprio felice! Da questi vissuti e' nata questa preghiera per James, nel giorno del suo battesimo: Signore, io ti prego per James, questo piccolo uomo che dalla lontana Africa hai posto sul mio cammino, affidandomi il compito di guidarlo a te. Radica in lui,o Signore, la gioia di donare la tua gioia, la gioia di condividere la tua parola di servire gratuitamente, di credere e di sperare.Maria Antonietta
Ho ancora presente gli occhi grandi come due perle nere che brillavano sul minuto visino della piccola Esosa, consegnata dolcemente al corpo della mamma che la portava in schiena, il giorno in cui entrambe, madre e figlia, sono venute a far parte della grande famiglia di Casa Rut. Da subito ho sentito che quegli occhi cercavano protezione, calore e amore per se e per la mamma. Da subito ho percepito che la piccola Esosa si fidava di me e di questa casa. Così abbiamo iniziato insieme un cammino di affidamento alla vita, di fiducia e di speranza nel Dio che è la sorgente inesauribile della vita sempre nuova, attraverso l'amore della madre e l'abbraccio amorevole di madri e sorelle di Casa Rut.
Oggi, la ‘chiamata' ad essere madrina della piccola Esosa Teresa, da me e da noi tutti affettuosamente chiamata con il nome Fumi, è per me una tappa significativa e luminosa di questo sorprendente cammino. La piccola Esosa, nel ‘segno' rinata a vita nuova e consegnata a tutti noi nella piena dignità di Figlia di Dio apre per me, e per tutti noi, spazi sempre più inediti di responsabilità e di appassionato impegno affinché a tutti i piccoli della terra, in particolare ai più poveri, sia restituita dignità e vita in abbondanza.
Oggi prego per te piccola Esosa Teresa, perché tu possa sempre sperimentare nel cammino della tua vita rispetto, accoglienza e amore e, come Gesù nella casa di Nazareth, poter crescere in età, sapienza e grazia. Sr. Rita
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